
Carismi in Lumen gentium
La costituzione dogmatica sulla chiesa lumen gentium è un documento così importante per la chiesa da essere norma di comportamento per la sua azione pastorale. Dice così: lo Spirito Santo non si limita a santificare e a guidare il popolo di Dio per mezzo dei sacramenti e dei ministeri e ad adornarlo di virtù, ma "distribuendo a ciascuno i propri doni come piace a lui " (1 Cor 12,11)distribuisce pure fra i fedeli di ogni ordine grazie speciali , con le quali li rende adatti e pronti ad assumersi vari incarichi utili al rinnovamento e alla maggiore espansione della Chiesa, poiché "a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito perché torni a comune vantaggio " (1 Cor 12,7). E questi carismi, dai più straordinari a quelli più semplici e più largamente diffusi, siccome sono soprattutto adatti alla necessità della Chiesa e destinati a rispondervi, vanno accolti con gratitudine e consolazione. Non bisogna però chiedere imprudentemente i doni straordinari, né sperare da essi, con presunzione, i frutti del lavoro apostolico.
Nella Christi fideles laici
I carismi vanno accolti con gratitudine:da parte di chi li riceve, ma anche da parte di tutti nella Chiesa. Sono, infatti, una singolare richiesta di grazia per la vitalità apostolica e per la santità dell'intero corpo di Cristo: purché siano doni che derivano veramente dallo Spirito e vengono esercitati in piena conformità agli impulsi autentici dello spirito . In tal senso si rende necessario il discernimento dei carismi. Sappiamo che Dio agisce in tutti i fedeli cristiani e siamo coscienti dei benefici che vengono dai carismi sia per i singoli sia per tutta la comunità cristiana. Tuttavia, siamo anche coscienti della potenza del peccato e dei suoi sforzi per turbare e per confondere la vita dei fedeli e della comunità. Per questo nessun carisma dispensa dal riferimento e dalla sottomissione ai pastori della Chiesa. Discernere e riconoscere nelle realtà aggregative il segno del soffio dello spirito, che arricchisce la chiesa con doni sempre nuovi, è compito che spetta anzitutto ai pastori. Il discernimento ha come oggetto la vita della realtà aggregativa in quanto tale è la sua capacità di apertura, disponibilità e partecipazione alla vita della Chiesa particolare…… Potrebbe accadere, tuttavia, che in una aggregazione venga ad appannarsi e ad oscurarsi la fedeltà ai valori ecclesiali. Il discernimento dei nostri pastori, ultimo riferimento dopo il discernimento che devono fare i pastorali dei gruppi e i membri dei comitati regionali, è quello indicato dall'apostolo Paolo nella lettera agli efesini, al capitolo 4, versetti 15.16: cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo, dal quale tutto il corpo, venne scompaginato è connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l'energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità. A ciascuno di noi…. è stata data la garanzia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo sta scritto: Ascendendo in cielo ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini(Ef 4,7-8). Il capitolo 4 dell'epistola agli Efesini ci dice: un solo corpo, un solo spirito… un solo Dio padre di tutti….. e lui che ha stabilito alcuni come apostoli altri come profeti altri come Evangelisti. Attraverso questo testo possiamo distinguere due livelli:
Il livello dell'unità o della comunione
Il livello della diversità o del servizio secondo voi i carismi a quale livello appartengono?
In realtà, la chiesa è fatta di alcune realtà comuni a tutti e identiche per tutti che sono:
un solo Dio padre
un solo Signore Gesù Cristo
un solo Spirito
una sola fede
una sola speranza
un solo battesimo
questi fanno parte del primo livello citato il livello dell'unità o della comunione le realtà invece diverse per ciascuno cioè i carismi sono l'espressione della ricchezza del dinamismo e della varietà della Chiesa; essi fanno sì che la Chiesa sia, non solo un”corpo bene compaginato è connesso”ma anche articolato secondo l'energia propria di ogni membro”. Quindi tra le cose comuni a tutti fanno parte tutti i sacramenti tra le cose invece non comuni a tutti fanno parte i carismi. Nelle lettere corinzi leggiamo vi sono poi diversità di carismi ma uno solo nello spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio che opera tutto in tutti.
Definizione di carisma
I carismi dunque sono una manifestazione particolare dello spirito data ciascuno. Nella sua infinita sapienza, Dio ha stabilito, due canali distinti per santificare la Chiesa , come due diverse direzioni dalle quali soffia lo Spirito. Quindi lo spirito lavora sia dall'alto attraverso il Papa, i vescovi, i sacerdoti… in questo caso, lo Spirito viene a noi attraverso dei canali istituiti da Cristo e affidati alla chiesa istituzionale. ……….Prese Quando lo spirito lavora invece dal basso questo è davvero quel vento, di cui Gesù diceva che”spira dove vuole”(Gv 3,8) qui possiamo vedere come regna la sovrana libertà di Dio non legata da scelte fatte una volta per sempre ma sempre nuova è imprevedibile. I carismi sono manifestazioni concrete di questo spirito che soffia dove vuole e che nessuno può prevedere o stabilire in anticipo. Sei sacramenti sono le prese della grazia i carismi sono le sorprese della grazia e dello Spirito Santo. Possiamo dire inoltre che i sacramenti sono il dono fatto a tutti i per l'utilità di ciascuno, il carisma è il dono fatto a ciascuno per l'utilità di tutti. Questi carismi straordinari o anche più semplici e più comuni, siccome sono soprattutto adatti e utili alle necessità della Chiesa, si devono accogliere con gratitudine e consolazione. Nell'uno e nell'altro caso si tratta, inoltre, di un'azione destinata a santificare e popolo di Dio, cioè a qualcosa di essenziale e di costitutivo della Chiesa, e non semplicemente a un suo abbellimento o arricchimento accidentale.
Carismi e servizio
Dal testo conciliare risulta chiaro qual è lo scopo dei carismi: essi sono destinati a rendere il fedeli “adatti e pronti”ad assumersi delle responsabilità in ordine al rinnovamento interiore e all'espansione esterna della Chiesa. In ciò il concilio non fa che riproporre il più puro insegnamento del nuovo testamento dei carismi. San Paolo scrive che è Dio che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come Evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero (cioè il servizio) al fine di edificare il corpo di Cristo(Ef 4-11). San Pietro da parte sua raccomanda ciascuno viva secondo la garanzia (carisma) ricevuta, mettendola a servizio degli altri (1Pt 4,10). Lo scopo dei carismi non è dunque quello di dare lustro, prestigio fama di santità a chi li riceve; non è quello di dargli delle sicurezze o dei poteri sugli altri. Assolutamente! Così si stravolgono i carismi. Quando Gesù ascendendo al cielo, ha riversato, come una pioggia, i suoi doni sugli uomini, aveva in mente il suo corpo, la Chiesa ; è essa che amava e voleva edificare. Sant'Agostino nota che nella lettera agli efesini …. ha distribuito doni agli uomini , mentre nel salmo 68,19 ha ricevuto doni degli uomini sembra che le due parole vadano in contraddizione ma non è così perché egli ha donato il carisma agli uomini in quanto capo e li ha ricevuti in quanto corpo (poiché il Cristo totale è capo e corpo insieme cioè la chiesa). I carismi sono, dunque, per la chiesa: per la bellezza della Chiesa, per la vitalità e la varietà della Chiesa. Questa ci mette sulla strada per scoprire come mai San Paolo chiama la carità la via migliore , il carisma dei carismi. Perché proprio la carità? Sant'Agostino dopo aver ricordato i vari carismi elencati dall'apostolo nella lettera ai Corinzi dice: forse tu non hai nessuno di questi doni elencati; ma se ami quel che possiedi non è poco. Se infatti ami l'unità, tutto ciò che in essa è posseduto da qualcuno, lo possiedi anche tu! Mai più quindi l'invidia perché il fratello o la sorella possiede un carisma che io non ho perché se io amo l'unità ciò che è mio sarà tuo e viceversa. L'invidia separa, la carità unisce. es. occhio…… Abbiamo, dunque, lo spirito santo se amiamo la chiesa è l'amiamo se ci manteniamo inseriti nella sua unità e nella sua carità. E ancora l'apostolo in (1Cor 12,31) dice io vi mostrerò una via migliore di tutte e comincia a parlare della carità e la preferisce ai miracoli della fede, alla scienza e alla profezia; la mette perfino prima di tutte quelle grandi opere di misericordia che consistono nel donare tutto ciò che sia ai poveri; la preferisce, da ultimo, anche al martirio del corpo. Sant'Agostino dice: Abbi dunque la carità e avrei tutto perché qualsiasi altra cosa tu possa avere senza di essa ha nulla potrà giovarti . Ecco perché la carità e la via migliore essa mi fa male l'unità cioè la chiesa e nell'unità, tutti i carismi, non solo alcuni divengono miei, ma c'è di più se tu ami veramente l'unità e il carisma che io possiedo è più tuo e mio. Es. se un fratello a un determinato carisma è ovvio che il primo a trarre benefici è la comunità e non si possiede carisma. Qui dobbiamo fare una riflessione: se io ho un carisma posso compiacermene, mandarmene, allora io divento un cembalo squillante e il carisma a nulla mi giova, mentre a te che ascolti esso non cessa di giovarti nonostante il mio peccato. Quindi è veramente bellissimo non avere carismi perché se ho la carità possiedo tutto senza nessun rischio. Se io riceve un carisma quindi per me non sia un vanto ma piuttosto dovrò far morire il mio io, infatti i carismi suppongono che si viva in stato di continua conversione; solo in questo modo possiamo mantenere sani e integri i carismi che abbiamo ricevuto.
L'esercizio dei carismi
Vogliamo partire da un'espressione di San Paolo che dice a ciascuno è data una manifestazione particolare dello spirito per l'utilità comune (1 Cor 12,7). Quindi il carisma è una manifestazione dello Spirito Santo che significa: se il mio carisma non viene esercitato in modo autentico e spontaneo quasi come il riflesso naturale dello spirito è cioè non diamo la possibilità allo spirito di manifestarsi sono due le cose o io non possiedo nessun carisma o se lo possiedo si guasterà presto. Gesù ci dice che con i carismi si può finire perfino all'interno. (Mt 7,21-23) non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome( carisma della profezia) e cacciato i demoni nel tuo nome( carisma della liberazione) e compiuto molti miracoli nel tuo nome?( carisma della guarigione) io però dirò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. Secondo voi quei carismi erano una manifestazione autentica di una vita guidata dallo spirito di Gesù? Credo che era solo un modo per mettersi al centro dell'attenzione, un modo per farsi bello davanti agli altri, a questo si arriva quando si vuole abusare dei doni di Dio per la propria gloria o utilità, senza accettare le esigenze che lo Spirito stesso pone è che il Vangelo espone che si riassumono nella parola croce . Dobbiamo perciò entrare in una prospettiva di conversione reale, smettendo di pensare ai carismi come a dei bei doni che è ad un certo punto, grazie all'effusione dello spirito si sono posati sull'albero della nostra vita. Questo sarebbe un albero di Natale che bel adornato è bello da guardare ma finita la festa lo si butta via . Questa è la fine che fanno tutti coloro che partono come si dice ( sparati) ma dopo poco tempo si fermano o alcune volte tornano indietro. È come quando si accende un fuoco in una casa, se mettiamo solo carta, si vedremo una grande fiamma, magari in quell'attimo ci riscalderà abbastanza ma se non mettiamo la legna, la fiamma non potrà durare tanto e quindi moriremo dal freddo, se invece abbiamo acceso il fuoco e abbiamo messo dei pezzi di legno grossi, andremo a letto e l'indomani troveremo la casa riscaldata perché ancora non tutta la legna si è consumata. Nel rinnovamento quindi se la fiamma si attacca al cuore e lo trasforma in un cuore di carne siamo nella via giusta, ma se la fiamma non riesce a penetrare dentro il nostro cuore non abbiamo fatto nulla moriremo dal freddo. Chi si aiuta sono proprio i santi ecco che invito tutti noi a prendere spunto nella vita dei santi, i quali si sono santificati attraverso la croce. Uno dei rischi a cui noi corriamo e in particolare mi riferisco ai giovani è quello di far credere che bisogna sempre gioire ed annunciare sempre con gioia che Cristo è risorto ma ricordiamo che le cose non sono cambiate se la nostra vita non passa attraverso la croce non credo che arriveremo solo attraverso la gioia alla risurrezione. (Medgiugorie) Ricordiamoci sempre che la via che porta a Gesù è una via stretta che passa attraverso la mortificazione, l'obbedienza, l'umiltà . Gesù ci ha salvati passando di croce in croce e affatto i santi facendoli passare di croce in croce, pur nella gioia pregustata della risurrezione. I carismi dunque devono esibire i frutti dello spirito; e se non ci sono, bisogna fermarsi, riflettere. Gesù ha detto dai frutti li riconoscerete quali sono questi frutti? Amore, gioia, pace, benevolenza, pazienza, umiltà, obbedienza. In un gruppo dove non c'è clima di obbedienza e di sottomissione(alla responsabile, al pastorale, al sacerdote), tutto è in pericolo, tutto è ambiguo, nascono le frazioni e poi le delusioni. L'obbedienza e il marchio per riconoscere se un fratello e animato da un carisma autentico o no. Basta vedere se egli è disposto qualora gli viene chiesto ad esempio dal responsabile a tirarsi in disparte, a sottomettere il suo carisma alla comunità. Santa Teresa d'Avila vedeva Gesù, ma dal momento che il suo confessore le aveva detto che c'era un inganno del demonio e che doveva spruzzare la visione di acqua santa, ella obbediva e spruzzava di acqua santa Gesù e Gesù era contento che lei obbedisse al suo confessore. Spesso ci capita di sentire: mi si mortifica, sono inibito, mentre il Signore mi chiama a far questo è quello. Quando queste parole sono i nostri pensieri attenzione questo sentire vi sta portando fuori strada. L'importante non è ciò che tu senti, ma la cosa importante è ciò che sente la Chiesa. Un'ultima cosa che voglio dire è che dal momento che abbiamo ricevuto un carisma non possiamo ancora convivere con il nostro peccato ed è questa la richiesta che vogliamo fare al Signore non tanto vogliamo chiedere chissà quale carisma ma la grazia di rompere definitivamente con il peccato. San Paolo di dice che i carismi sono al sicuro solo in coloro che mediante lo Spirito, fanno morire le opere della carne. Non possiamo continuare ad andare agli incontri di preghiera se viviamo ancora in uno stato di peccato, chi fa questo e va, senza pentimento, all'incontro di preghiera settimanale, è uno che va a battere le mani e lodare Cristo Signore, mentre nel suo cuore lo sta di nuovo crocifiggendo. E vogliamo chiedere in questo momento il Signore di aiutarci ad avere un cuore contrito e umiliato, che ha tagliato tutti i ponti con il peccato volontario, perché lui possa per riversare sui di noi il suo spirito e arricchirci dei suoi doni per la gloria del padre è per l'edificazione della sua chiesa amen.
I cinque criteri del corretto discernimento
elencheremo a breve quali sono i criteri essenziali per un corretto con discernimento nell'uso dei carismi.
1)Criterio Il primo criterio desumiamo dalle parole: cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo. Se i responsabili non aiutano i fratelli a porre al centro del loro cammino spirituale Cristo e l'amore vicendevole, l'esercizio del loro carisma non può produrre i frutti dello spirito che sono amore, gioie, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza è dominio di sé. Purtroppo capita che fratelli dotati di carismi straordinari hanno posto se stessi al centro dell'attenzione, anziché Gesù Cristo, con la conseguenza dannosa che possiamo immaginare. Dobbiamo portare fratelli a non fermarsi al carisma ma a scoprire sempre più il donatore del doni cioè Gesù Cristo.
2)Criterio ascoltiamo queste parole dal quale tutto il corpo ben scompaginato è connesso. San Paolo scrivendo ai corinzi indica tre elementi che ci permettano di vedere se veramente lo spirito abita, opera e vive in un gruppo o in una comunità. L'apostolo dice: se c'è ordine, unita e sottomissione, siamo certi che lo spirito opera del gruppo o nella comunità e allora tutto il corpo e ben scompaginato è connesso. Se invece nel gruppo esistono le gelosie spirituali perché si ritiene che il carisma del fratello sia più importante del proprio carisma, il corpo non solo non è ben scompaginato mai è destinato a perire. Bando alle gelosie perché il carisma del fratello appartiene alla Chiesa è, quindi, e anche mio perché io faccio parte della Chiesa. Noi tutti dobbiamo gioire dei carismi dei fratelli perché attraverso di essi la Chiesa si diffonde. È solo una valutazione umana, è per nulla spirituale, ritenere più importante un carisma rispetto a un altro carisma, perché per il Signore tutti i carismi hanno la stessa importanza; in caso contrario avremo un Dio ingiusto perché farebbe delle preferenze.
3) criterio ascoltiamo questa parola mediante la collaborazione di ogni giuntura. Queste parole si richiamano la complementarietà dei carismi. Come è bello vedere in un gruppo o in una comunità, i carismi che interagiscono tra di loro; ad esempio quando chi anima la preghiera trova nei fratelli che animano il canto coloro che interpretano la preghiera con tanti profetici che aiutano ulteriormente a lodare il Signore.
4) criterio ascoltiamo questa parola secondo l'energia propria di ogni membro anche S. Pietro ricorda: si esercita un ufficio, non con via con l'energia ricevuta da Dio. Questa energia è proprio il carisma, la forza particolare che lo spirito da a ciascuno. Occorrerà allora discernere se siamo in presenza di veri carismi è, in caso affermativo occorrerà accogliere e ordinare nei vari servizi tutti i carismi dei fratelli che fanno parte di un gruppo o nella comunità.
5) criterio ascoltiamo le parole dell'apostolo Paolo quando dice: ricevete forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità. Prima di esercitare i carismi dovremmo chiedere al Signore di essere santificato attraverso i suoi doni spirituali che, come sapete, sono il consiglio, la fortezza, la pietà, il timore di Dio, che è a altri, perché il nostro esercizio dei carismi sia il meno interesse sono passibile. Per ciò chiediamo sempre umilmente al Signore di essere suoi strumenti, usando i carismi che ci ha donato nella carità che, mentre irrobustisce che fa fiorire i carismi fa crescere l'uomo spirituale che è in ciascuno per il piccolo corpo di Cristo si è il gruppo o la comunità .
I Carismi