Fondamenti biblici, nomi, sviluppo storico e poli della celebrazione
Gesù una volta fece una similitudine:un uomo mentre stava arando trova un vaso pieno di monete. Allora lo ricopre accuratamente con della terra,va' vende ogni suo avere,e compra il campo. Diventando così possessore di quel gran tesoro. Gesù con quel tesoro intende il regno di Dio,la fede cristiana. A molte persone,anche a molti che si dicono cristiani,questo tesoro è nascosto;ma chi lo ha davvero scoperto,chi ha ben compreso che cosa significhi la grazia di Dio,costui sacrifica tutto e mette la sua vita intera al servizio di Dio. Altro tesoro che per tanti cristiani è nascosto: è il SANTO SACRIFCIO della MESSA. Questo perché:la celebrazione della messa è il ricordo vivente di Gesù Cristo;è il grande e unico Sacrificio della cristianità,il rinnovamento del Sacrifico della croce;è il convito che conserva in noi la vita eterna. La Messa è dunque la cosa più grande e più eccelsa che i cristiani posseggano. Ora questo grande tesoro Cristo l'ha messo nelle mani della Chiesa,perché lo custodisca sino alla fine del mondo. E'un diamante di gran valore quello che il Signore ha affidato alla Chiesa. Ma quali devono essere le cose che dobbiamo fare quando ci accingiamo ad entrare,fisicamente ma soprattutto spiritualmente,a questo convito celeste?
Le cose sono due: pregare, ascoltare .
Il culto di preghiera è composto da 4 gradini:
Pentimento (confessione)
L'anelito e il desiderio (nel Kyrie)
La lode a Dio (nel Gloria)
La supplica (nella colletta)
Quindi siamo arrivati dal profondo della nostra miseria al trono di Dio. Il culto di lettura dove Dio si mostra il padre che viene ad incontrare il suo figlio a metà via: ci prende per mano e ci parla:
Per mezzo di un ambasciatore di Dio (nell'Epistola o lezione)
Per mezzo del suo Figlio Unigenito (nel Vangelo)
Per mezzo della Chiesa (nella predica del sacerdote)
Dopo aver così pregato e ascoltato,siamo preparati ad entrare nel santuario,ovvero nella radiosa casa di Cristo. Se percorriamo questo santuario,cioè il tratto di Messa in cui si offre propriamente il Sacrificio vi si possono distinguere 3 parti:
Offertorio (la comunità inizia la sua partecipazione al sacrificio per mezzo dei doni)
Consacrazione (l'immolazione di Cristo,dove ci viene messo in mano il Corpo e il Sangue del Signore,ed è qui che noi possiamo così offrire al Padre celeste la vittima divina,il divino Agnello)
Comunione (dove ci vengono restituiti,divinizzati,i nostri doni.
Visto che nell'offertorio io do' il mio pane,e alla Comunione ne ricevo in cambio il cambio il pane di Dio) Son queste le linee fondamentali della liturgia: prego, ascolto, do', immolo, ricevo. Ciò perché: nella Messa dei catecumeni (cioè quella che va dall'inizio al credo) do' la parola mia (nella preghiera) e ricevo la parola di Dio (nelle letture e nella predica); nella Messa dei fedeli (quella che viene dopo il credo) do' il mio pane (nell'offertorio) e ricevo il pane di Dio (alla Comunione).L'Agnello di Dio,sacrificato,immolato sta sull' altare tra questo santo dare e ricevere. Si realizza così la figura della scala celeste veduta in sogno da Giacobbe: salgono gli angeli e portano verso l'alto la parola nostra e il nostro pane,discendono e portano a noi la parola celeste e il celeste pane. E da Giov.1,15 <<Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e discendere sul Figlio dell' uomo>>. Ora vediamo quali sono i nomi che vengono attribuiti alla santa Messa:
Cena del Signore: Questo termine destò perplessità, visto che il termine è simile a quello di <<santa Cena>> usato dai protestanti (che non concorda con quella cattolica). E inoltre perché sembra voler mettere in disparte il concetto di sacrificio: la Messa sembra un semplice convito. Ciò non deve destare preoccupazione visto che questo termine è usato da san Paolo nella Prima lettera ai Corinzi 11,20 << Il vostro non è più un mangiare la cena del Signore>>. E inoltre è stato ripreso dal Concilio Vaticano secondo al momento della comunione << Beati gli invitati alla Cena del Signore >>. Questo termine ricorda non una cena qualsiasi,ma di quella appunto del Signore Gesù, da lui istituita,da lui presieduta in quanto Risorto,perché vivo, presente, operante, diventa commensale e si dona come cibo ai suoi fedeli. Dire <<Cena del Signore>> fa pensare a sedersi insieme al risorto e a comunicare con lui. D'altronde la Messa si presenta come una cena,in quanto segue il modello e lo schema dell'ultima Cena: Gesù prese il pane (presentazione del pane e del vino,offertorio),rese grazie (preghiera eucaristica),lo spezzò (frazione del pane),lo distribuì ai discepoli (comunione). Anche la prima parte,o liturgia della Parola,ha la forma di una cena: la parola di Dio viene <<spezzata e distribuita>> come cibo o pane per nutrire la fede. Infatti: <<Il pane della vita è dato dalla mensa sia della parola che del corpo di Cristo>>. Il nome Cena del Signore include: primo,che si deve partecipare,e precisamente nutrirsi tanto della parola che del corpo di Cristo: perché non ha senso partecipare ad un convito e poi astenersi da prendere cibo e bevanda; secondo,ogni cena richiama l'idea di gruppo,di una comunità, della chiesa:evoca la presenza dei fratelli e dei familiari con i quali si dialoga,si approfondisce il legame fraterno e di amore. Il convito ha un carattere sacrificale .Il pane e il vino santificati ci rimandano al corpo dato e al sangue versato ,al sacrificio di Cristo,all'offerta compiuta sulla croce,e ricevendoli in cibo e bevanda prendiamo parte al suo sacrificio. Inoltre Cena del Signore è un ulteriore passo per un'intesa con i protestanti e sottolinea il clima fraterno,familiare che deve sussistere fra coloro che vi rendono parte.
Frazione del pane: <<Cena del Signore>> è il primo nome cristiano con il quale si indicò la messa, mentre <<frazione del pane>> fu il primo nome ebraico che ricorre negli Atti degli Apostoli e precisamente, in due passi distinti si dice espressamente che i cristiani della comunità di Gerusalemme <<perseveravano nella frazione del pane>> ( At 2, 42 ) e <<spezzavano il pane di casa in casa>> ( At 2, 46 ). Inoltre sempre dal libro degli Atti ( At 20, 7.11 ) si legge : <<La domenica, quando ci riunimmo per spezzare il pane>>. Gesù si attende allo schema della cena ebraica che prevedeva, ad un momento determinato, lo spezzamento del pane, unico, in tanti pezzetti da parte del capotavola per distribuirla ai presenti. E nel Vangelo di Luca ( Lc 24, 30-31.35 ) quando si parla della apparizione di Gesù ai due discepoli di Emmaus, si legge che essi << lo riconobbero allo spezzare del pane>>. Questo era il gesto che dava inizio propriamente alla cena e dimostrava l'unità e la fraternità dei partecipanti che si cibavano del medesimo pane. Infatti il pane non veniva tagliato, come facciamo oggi, ma spezzato con le mani. Infine, Paolo afferma che mangiando di quel unico pane-corpo di Cristo, noi diventiamo un solo corpo, formiamo il corpo di Cristo. Unendoci a Cristo nel sacramento, mangiando il suo corpo e bevendo il suo sangue, siamo trasformati nel suo corpo.
Messa: Questo è il nome più comune e pochi si rendono conto del suo vero significato. È una parola latina che significa congedo, licenziamento. Era il nome dato dai romani al licenziamento o allo scioglimento di un' adunanza. Questa espressione indicava la fine della celebrazione eucaristica, Ite, Missa, Est. L'annuncio della fine includeva un atto di benedizione. Questo atto conclusivo acquistò importanza e passò a indicare l'intera celebrazione. Non si può negare che il nome Messa, tra quelli ricordati, è il meno espressivo. Per questo nella traduzione dal latino all'italiano è stato aggiunto: <<Andate in pace>>. In questo invito si recupera il significato religioso del congedo dell'assembla e si intravede l'esortazione a riprendere il lavoro quotidiano, a proseguire il nostro cammino e a restare uniti nella pace di Cristo. Quell' <<andate>> si lega al comando di Cristo:<<Andate per tutto il mondo e predicate il Vangelo a tutte le creature>> ( Mc 16,15 ). Cosicché il momento in cui si compie l'uscita dalla chiesa-luogo santo, coincide con l'ingresso della chiesa-assemblea nel mondo. Perché il cristiano che ha partecipato a sacrificio del suo Signore, offerto per la salvezza del mondo, non può accontentarsi di tornarsene a casa, pago di aver compiuto il proprio dovere di essere in regola. Senza trasformarsi in missionario o predicatore, deve sforzarsi di irradiare intorno a sé la giustizia e la carità.
Eucaristia: Questa è una parola di origine greca che dal latino è passata, inalterata, in italiano e in tutte le lingue moderne. Il nome <<Eucaristia>> ci rimanda anzitutto all'ultima Cena, alla preghiera detta da Gesù sul pane e sul vino. Il suo primo significato è <<rendimento di grazie>> , e si riferisce appunto alla preghiera eucaristica, che verrà quindi esteso a tutto la celebrazione, come attualmente. L' altro significato, derivato dal primo, indica il pane e il vino sui quali è stata annunciata la preghiera eucaristica: sarà questo il nome preferito dalla chiesa cattolica. Dicendo <<Eucaristia>> molti fedeli ancora pensano all'ostia consacrata, ma la ricerca storica, liturgica e teologica hanno rimesso al primo posto la celebrazione, di cui i doni di << pane e vino>> consacrati sono il frutto. Inoltre va detto che: l'eucaristia non va ridotta ad un momento (consacrazione), né ai doni santificati di pane e vino, tanto meno al ringraziamento che si compie in un solo atto come quello dopo la comunione. Il rendimento di grazie abbraccia e avvolge l' intera celebrazione. Il cristiano che partecipa all' Eucaristia deve sentirsi animato, dall'inizio alla fine, da un'atteggiamento interiore di gratitudine verso Dio per la salvezza operata da Cristo. Se esiste un momento privilegiato del rendimento di grazie, questo è rappresentato dal prefazio. Questo è l' elemento fondamentale ed essenziale della Messa che deve svilupparsi anche al di fuori della medesima. Infatti come dice san Paolo ai Colossesi 3,17 <<Tutto fate nel nome del Signore Gesù Cristo rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di lui>>. E ripete ancora nella Seconda lettera ai Tessalonicesi 1, 3 <<noi dobbiamo rendere grazie sempre a Dio>>. Tutto ciò ci deve far capire come dobbiamo vivere l' Eucaristia,in modo tale che essa si svolga in un clima di intensa e profonda gratitudine e diffonda i suoi raggi nella nostra vita di buoni cristiani, fino a trasformarci uno per uno in una perenne eucaristia.